La "sinistra, "mondo cattolico" ed i "poteri forti"
'Bertinotti auspica un patto tra sinistra e mondo cattolico, anche per contrastare l'avanzamento di «poteri forti» che operano al di fuori della «rappresentanza».
Sarebbe ingenuo chiedere al presidente della Camera di "nominare" esplicitamente questi poteri; del resto, se essi fossero facilmente "nominabili" per ciò stesso darebbero la prova di non esser "forti". Possiamo comunque facilmente immaginare che questi poteri abbiano diversi caratteri: alcuni sono di certo connotati da una identità economica, altri ideologica, altri ancora etnico-religiosa: tutti, comunque, appaiono negativi e meritevoli di essere combattuti, perché operano esclusivamente per potenziare interessi settoriali e contraddicono, per ciò solo, il comune bene umano.
Se la sinistra offre al mondo cattolico un patto perché, attraverso la lotta contro questi poteri, il bene umano venga difeso e promosso, come rifiutarlo? ......................... Ma veniamo all'oggi: nessun patto tra sinistra e mondo cattolico può essere credibile, se prima la sinistra non mette definitivamente in chiaro la sua posizione sulla famiglia, sulla difesa della vita umana, sull'eugenetica, sulla libertà religiosa, sull'etica pubblica e sulla violenza politica, cioè su quelle poche - ma decisive - questioni che non a caso sono state qualificate come «non negoziabili». Molti, i più malevoli, sospettano che dietro le incertezze della sinistra, in specie in merito a questioni di bioetica, ci sia lo zampino di innominabili "poteri forti".'
Da "Avvenire" di venerdì 31 agosto 2007.
Beati i "PRIMI" o gli "ULTIMI"?

Un premio a chi indovinerà da quanto tempo è presente questa incisione (incivile) sul tavolo del campo giochi di Via Nenni.
Nessuno se ne è mai accorto? Non dava problemi anche se il luogo è frequentato da bambini? Forse perchè NON E' DI GRANITO?
Perchè si appuntano le "inciviltà degli ultimi " ma non si vedono quelle dei "primi"?
Perchè il blog è cambiato?

Perchè era "vecchio" e bisognava ringiovanirlo. Sia chiaro: la forma grafica può anche cambiare, ce ne sono a centinaia di modelli da utilizzare, ma non è questo il punto. Il blog è stato una prova, un esperimento direi anche felicemente riuscito per alcune sue funzionalità, meno in altre. Da una parte un effetto diretto molto positivo sul sito cui è legato, al quale ha dato una visibilità esterna notevolissima anche di carattere internazionale, a conferma delle enormi potenzialità di questa forma di utilizzo di internet. Dall'altra potenzialità non adeguatamente sfruttate dai visitatori proprio nella sua caratteristica principale: l'interattività. Magari si usa il "blog" per parlarne e sparlarne tra amici ev itando accuratamente di confrontarsi direttamente con l'interessato! Felice di essere oggetto di discussione a conferma dell'interesse suscitato. Un pò meno delle conseguenze sulle relazioni umane nel nostro paese alle quali non si fa certamente un omaggio.
Forse non è ben chiaro che lo strumento è bidirezionale, cioè ai singoli "post", così si chiamano i singoli articoli, si può rispondere con un commento, una richiesta, una precisazione, in un dialogo che diventa confronto e, volendo, "condivisione" di temi o idee e proposte. Lo strumento sarebbe particolarmente importante per singole persone ma anche per gruppi che volessero esprimere in modo libero le proprie iniziative di carattere comune, anche le più semplici. Ciò tornerebbe particolarmente utile con l'uso del sito stesso come semplice contenitore di "contenuti" forniti da gruppi ed associazioni.
Al già presente Gruppo Alpini di Sarmato possono affiancarsi altri con proprie specifiche sezioni, come farà prossimamente una associazione sarmatese. E' strano che il riconoscimento di "portale di Sarmato" venga da fuori piuttosto che da dentro il paese. O no? Forse l'indipendenza e la libertà di giudizio sono pericolose per chi al primo posto mette comunque il "potere"? Perchè si sa che è più importante usare il potere per mantenerlo che per servire, anche se a subirne le peggiori conseguenze sono proprio coloro che si dice di servire!
Anche su questo chi vorrà potrà sempre confrontarsi civilmente, magari con un "tazebao" come qualche ragazzo da tempo propone. Se l'esigenza è, come sembra, quella di "COMUNICARE" il blog è disponibile!
Uomini o idee "forti" per la democrazia?
Benedetto XVI ha lanciato, giusto per limitarci ad un'area contigua alla cultura e alla politica, due idee forti che ci hanno costretto a confrontarci, senza possibilità di fuga intellettuale. Da un lato ha invitato anche il mondo laico e non credente a vivere "etsi Deus daretur" (come se Dio esistesse) e dall'altro non ha lesinato la critica al relativismo che impregna la vita pubblica e privata del nostro secolo, fino al punto di predisporre, a diverse latitudini, anche leggi in aperta violazione del comune "dna" antropologico. Idee forti, ma rispetto alle quali, una cultura e una politica deboli hanno spesso alzato muri.
Di qui una domanda imbarazzante per tutti: quanto fanno paura le idee forti? Ma si può uscire da una crisi di sistema senza produrre idee forti? Per la democrazia non c'è salvezza fuori dallo schema delle "idee forti per uomini e donne forti". Tutto il resto ha troppo il sapore di scappatoia e di sotterfugio. Se non di mediocrità. Che non è detto debba essere la condanna già scritta per la democrazia del nuovo secolo. (Da "Avvenire "del 17 08 2007)
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La cultura del "perno"?

Il "Perno", ovvero il centro di sostegno della "giostra" a cui tutti dovremmo essere attaccati per realizzare una grande, corale e folkloristica "Manifestazione" della nostra "cultura". Può vivere bene un paese senza il suo "Perno"? E chi sarà a svolgere questa funzione basilare? Quali le relazioni con gli "Imperniati"? E con chi non accetta di essere "Imperniato"?
Chi non accetta decide autonomamente di "emarginarsi" dalla comunità e deve andarsene, magari in montagna, a prendere un pò di aria sana.
Verifica: nella "Sagra di San Rocco" quanti "perni" c'erano? Ha funzionato o no?
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"Anno Zero" che dirà dopo la condanna dei calunniatori irlandesi?
Il 7 giugno scorso Paul Anderson, accusatore di Padre X di pedofilia, è stato condannato da un tribunale irlandese a 4 anni di carcere per calunnie al fine di estorcere denaro alla chiesa.
Contemporaneamente gli accusatori di Padre Kinsella, uno dei prelati della diocesi di Ferns al centro del famoso documento della BBC trasmesso in Italia dalla trasmissione di Santoro, hanno ritrattato le accuse. Il 28 giugno scorso la RTE radio irlandese, ha dedicato una trasmissione di un'ora e un quarto alle storie di preti falsamente accusati di abusi sessuali, smentendo le asserzioni di Colm O'Gorman, il militante gay direttore di One in Four presente come accusatore alla trasmissione di Santoro. Un'organizzazione in passato già accusata di fare una caccia alle streghe.
E la grande stampa irlandese, Irish Times in testa, "comincia a chiedersi se non si sia lasciata prendere la mano sulla questione dei preti pedofili" (Avvenire del 12 agosto). Non mi pare che la nostra stampa abbia dato il dovuto risalto alla cosa, visto il clamore suscitato dalla trasmissione di Santoro che, sfortunatamente, è in ferie.
Il governo non deve interferire in tutto quello che la gente può e sa fare da sé
Da "Avvenire" del 7 agosto 2007. - Nel suo nuovo saggio ("Il Dio che non ha fallito. Come la religione ha costruito e sostenuto l'Occidente", uscito in America da Encounter Books) il filosofo americano Robert Royal mostra il ruolo decisivo delle Chiese per la nascita dell'Occidente democratico. Il ruolo dello Stato, della persona e delle associazioni.
"A parere di Royal, l'edificazione di questo ponte è stata formalizzata da Pio XI nel 1931 con l'enciclica sociale Quadragesimo anno, dove viene elaborato in forma sistematica il principio di sussidiarietà orizzontale. Il suddetto principio incontra la tradizione del liberalismo classico nelle nozioni di federalismo, rule of law e bilanciamento dei poteri. Non a caso, qualche decennio prima, fu proprio Lincoln ad affermare: «L'oggetto legittimo del governo è realizzare quello che una comunità avrebbe dovuto fare, ma che non è stata in grado di fare, o quello che i singoli non possono fare da soli, facendo appello alle proprie capacità. Ma il governo dovrebbe evitare di interferire in tutto quello che la gente può e sa fare da sé». Di qui il richiamo di Royal al contributo del cristianesimo - storicamente innegabile e teoricamente rilevante - all'esercizio della tradizionale virtù della saggezza pratica e della ragione prudenziale all'interno di una più corretta comprensione della natura e dell'ordine sociale, al centro del quale c'è il fondamentale ruolo svolto dalle libere persone e dall'associazionismo nel pieno rispetto del principio logico, morale e politico-economico della sussidiarietà."
Forse anche a Piacenza dovremmo meditare un poco sul rispetto del principio di sussidiarietà!
Una città giardino per l'ex zuccherificio?
Così titola una "Opinione" dell'avv. to Emilio A. Macchi Alfieri su Libertà del 30 luglio u.s. . Il succo del discorso sembra essere che la "Proposta di riqualificazione dell'area ex Eridania", benchè in vari punti richiami l'obbligo della "salvaguardia o valorizzazione paesaggistico - ambientale", in realtà poi, in altri articoli, si contraddice e rende inapplicabile questo indirizzo di rispetto. E ciò sia con "vincoli negativi", come l'esclusione di "aree ad uso residenziale", sia con l'indirizzo generale di "polo produttivo, con funzioni miste integrate" mitigate solo in astratto dalla possibilità di "usi ricreativi, connesse con lo sport, lo spettacolo ed il tempo libero". Cioè tutto ed il suo contrario ad esclusione, comunque di un uso residenziale che è il solo tassativamente escluso.
La riflessione dell'opinionista è estremamente accurata e giunge ad un'amara conclusione: la "Proposta" non è che l'estensione burocratica di un progetto preciso conosciuto da pochi in barba ad ogni forma di partecipazione. Inoltre non vi è alcun cenno al rispetto del valore del paesaggio come avviene in ogni parte d'Europa, dove le aree urbane e residenziali sono ben distinte da quelle produttive, opportunamente schermate ed isolate ma ben servite funzionalmente e con costi minimi per la pubblica ammnistrazione. Da noi una pluralità di aree disomogenee configura un paesaggio di pessimo gusto, funzionalmente inefficace e costoso per la P.A..
Perchè non discutere la sua proposta di fare di quest'area una nuova "Città giardino" sul modello di una "Milano 3" piacentina, per intenderci? Parola di Emilio A. Macchi Alfieri.



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