Progetti per adulti contro i vandalismi dei ragazzi

Cosa vedono in giro per il paese i nsotri ragazzi?
Forse solo la piazza bella, il comune bello, il castello bello, la piscina bella, ecc., ecc.?
Oppure cose come questa di via Longo i cui abitanti sembrano dei trogloditi, insieme ad Enia ed al Comune!
Infatti non ci stanno e reclamano perché c'è chi si diverte a portare qui i propri rifiuti da altre località.
Forse agli adulti manca un riferimento, un progetto di vita cui ispirarsi, una proposta che accomuni; ma se vedono solo ruderi, rifiuti sparsi, cattiva manutenzione dei beni pubblici, ed altro, cosa devono pensare?
Ecco perchè è utile riproporre quel "Progetto Turismo" pensato dalla Pro Loco nel 1997 al fine di ridare al paese non solo un volto esteriore, ma anche una tensione ed una educazione alla "bellezza", all'arte, allo sport, alla cultura che non sia solo quella gastronomica o ballerina.
Vedi: http://www.sarmato.org/locale/Video/Video%20Sarmato.htm
"Volare basso"
La cronaca dell'ultima festa estiva registra una polemica assurda del capo del gruppo "Alfa", cioè dei volontari della protezione civile locale, al quale avrebbe fatto ombra la contemporaneità della serata danzante del 30 agosto organizzata dal gruppo, con la serata privata organizzata da qualche giovane del posto. Testuali parole riportate da Cronaca del 28 agosto: "Vogliamo tentare di fare qualcosa in paese anche se credo che alle altre associazioni non importi nulla di noi. Infatti proprio quella sera ci sarà un altro appuntamento con musica e gastronomia".
Che un presidente di una associazione si permetta di giudicare altre associazioni è già cosa alquanto disdicevole che non rende certamente giustizia ai soci dell'associazione che si presiede. Che a farlo sia poi l'ultimo arrivato, per di più sul carro del comune, beh! A me sembra un pò troppo.
Cala, o, come dicevano i nstri vecchi: "Toela sù bassa". Se fai tutto da solo non hai bisogno di altri. O no?
Ricerca persone scomparse: "IlCantiniere"!
Ve lo ricordate "Il Cantiniere"? Dal 1999 e per un paio d'anni inondò Sarmato di misteriosi volantini "satirici" con fulmini e saette contro personaggi illustri, o meno, del paese. Contro di lui venne elevata l'accusa di "turbare l'ordine pubblico", oltre a quella di denigrazione personale. Grande fu l'accanimento iniziale di privati ed istituzioni alla sua ricerca, sopita in breve tempo da un'accusa generica prima contro "Sarmato Viva", rea di voler rendere bello un paese bruttino ed odoroso; poi dall'individuazione di un malcapitato di esserne l'ispiratore politico, quindi potenzialmente in grado di "depotenziare" il potere dominante, cioè la "sinistra"!
Si trattò allora di un vero caso di "vandalismo" contro le persone operato dal "Cantiniere" e, come tale, andava ricercato e perseguito. Fu trovato? Anche oggi per l'opinione pubblica non v'è certezza, ma... ! Su qualcuno grava un'ombra, un'incertezza, un dubbio, un sospetto; anche se di prove certe non ve ne sono su qualcuno la macchia indelebile resta. E pesa come un macigno su di lui e sulla famiglia. Così, grazie ad uno sbrigativo e sommario processo di strada, si passò da un vandalismo ad un altro senza soluzione di continuità. Altro che quello su quei quattro sassi di viale rimembranze, che basterebbe avere il coraggio di sostituire con quattro semplici panchine in legno alla vecchia maniera. Per servire ai pensionati come me per prendere un pò di fresco d'estate, ed alle giovani coppiette di sbaciucchiarsi come si è sempre usato alla faccia del "disagio giovanile".
Ma tant'è. La cosa più importante sembra quella di avere un qualche motivo per spendere dei soldi pubblici, evidentemente abbondanti, in convegni, corsi, manifestazioni, progetti che non approdano mai a nulla; vedasi ex asilo e centro di formazione giovanile, ecc., ecc.. Tanti soldi già spesi con quale benefici visti i risultati? Ora si aggiunge anche il "bus della notte" che dalle 23 alle 4 spupazza giovani per la Valtidone permettendo loro di ubriacarsi e bucarsi con l'aiuto dei comuni, tanto non guidano loro. Così la politica aiuta i giovani a crescere? O ad un falso concetto di "Libertà"? Quella di bere e bucarsi? Auguri!
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Beati i "PRIMI" o gli "ULTIMI"?

Un premio a chi indovinerà da quanto tempo è presente questa incisione (incivile) sul tavolo del campo giochi di Via Nenni.
Nessuno se ne è mai accorto? Non dava problemi anche se il luogo è frequentato da bambini? Forse perchè NON E' DI GRANITO?
Perchè si appuntano le "inciviltà degli ultimi " ma non si vedono quelle dei "primi"?
Famiglia - Un pensiero alto
"Arricchire la tradizione è bene, spezzare il filo che a lei ci unisce e da cui deriva ilo nostro gradi di civiltà ed umanità è un errore. Che potrebbe compiacere le generazioni presenti ma recare dolore a quelle future". Francesco Paolo Casavola conclude con queste parole una riflessione sulla famiglia appardsa in prima pagina dell'inserto domenicale di un quotidiano nazionale. Secoli prima del cristianesimo, ricorda il giurista, "il diritto romano aveva strutturato quella cellula sociale che chiamiamo famiglia."
Mons. Monari, PACS o "DICO"
PACS o DICO, "Diritti (molti) e doveri (pochi) dei conviventi".
Vale la pena ricordare quanto oggi scrive sui nostri quotidiani il Vescovo Monari: "Ora se si delinea una figura giuridica dei PACS, inevitabilmente si lede la posizione che la famiglia ha oggi nel sistema giuridico italiano. Famiglia e PACS sono alternativi (o...o...) e questa alternativa viene proposta ai giovani. Più o meno così: 'hai davanti a te la vita: scegli liberamente se vuoi impegnarti nel vincolo matrimoniale o se vuoi unirti senza impegno col tuo partner; per me, la società, questa scelta è indifferente; ti tratterò nello stesso modo qualunque strada tu preferisca" ............
......Un vecchio proverbio dice che "non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca". Traduzione: non si può volere una vita personale libera da ogni vincolo e nello stesso tempo sperare che la società sia ordinata e solidale; non si può volere la sicurezza che viene dal senso di responsabilità di ciascuno e nello stesso tempo pretendere la licenza che viene dal non volere vincolo alcuno."
PACS o DICO, cosa cambia?
Di Pietro ed i PACS

Dice il ministro Di Pietro sul suo blog: "La famiglia tradizionale sta cambiando, ci si sposa di rado sia con rito civile che religioso e di questo si deve prendere semplicemente atto. Non è osteggiando i Pacs che si cambiano le dinamiche sociali. Ma senza l’estensione di alcuni diritti fondamentali delle coppie sposate alle coppie di fatto si crea disuguaglianza sociale, in particolare per le fasce di reddito più basse. Il programma dell’Unione prevede l’estensione di alcuni diritti alle coppie di fatto, tutti i partiti della coalizione lo hanno sottoscritto. I Pacs non sono contro la Chiesa, ma a favore delle famiglie e dei loro diritti. Tutte le famiglie devono essere al centro della politica con pari diritti e doveri, secondo principi di equità e solidarietà"
Già. Ma quale famiglia? Quella normale di uomo e donna uniti dal matrimonio, o un'altra "famiglia"? VEDI GRILLINI!
Un'ora al "Centro di Ascolto"
Sono tante le storie che gli immigrati o le immigrate, prevalentemente giovani, raccontano ai volontari del Centro di Ascolto della Caritas di Unità Pastorale a Castel San Giovanni. Rumene, Ucraine, Moldave, Marocchine di vari paesi ed africane in genere, sono accomunate da esigenze semplici ed elementari: lavoro, lavoro e lavoro - alloggio - mobili - vestiario - istruzione.
Ma spesso, e prima ancora, il bisogno di relazioni serene e di capire anche solo la nostra lingua per capire come vivere con il loro uomo ed i propri figli. Talvolta è una scelta provvisoria o, almeno, lo si spera, quella di vivere da noi. Però l'inverno è duro, le bollette della casa non perdonano, l'affitto è pesante anche per alloggi modestissimi, la promiscuità in casa è regola, i bambini sono isolati ed il magro compenso del marito non basta per tutti. Leggi qui per qualche informazione in più.
Eutanasia e pena capitale
“CASO EUTANASIA”: IL SOTTOSCRITTO, NATO HANDICAPPATO, DEVE ESAMINARE EVENTUALITÀ DI ESSERE UN CONDANNATO A MORTE ?
D’ORA IN POI IN ITALIA CHI HA DEI PROBLEMI MOLTO GRAVI DI SALUTE, VUOI PER MALATTIA, VUOI PER INCIDENTE O ANCHE CHI NASCE CON DEI HANDICAP FISICI O MENTALI, DEVE ASPETTARSI UNA SENTENZA A MORTE ?
Da Ilario Giacomelli, "di anni 47, spastico dalla nascita al braccio destro ed alle gambe, sono così costretto o a letto o in carrozzella tutto il giorno."........"Se si discute su come legalizzare la “buona morte”, si deve anche considerare prima di tutto l’altra soluzione cioè come aiutare al meglio chi decide di scegliere la “buona vita”; in altre parole si deve cercare di dare tutto il sostegno possibile alla persona con questi problemi e la sua famiglia."........."Poi, dopo che costoro hanno comunicato in “pompa magna”, la morte di Welby provocata con “l’eutanasia”; fanno nascere (naturalmente, secondo la mia umile opinione di disabile!) una contraddizione, quasi grottesca che si avvicina molto alle comiche di Stalio e Olio.
Stanno scioperando di fame e sete, per la “pena capitale” stabilita a Saddam Hussein (non sto a spiegare cosa a fatto questo personaggio, perché credo che sappiamo tutti cosa ha fatto!).
Nella mia mente frulla una domanda: Ma com’è questa cosa ? Questi soggetti sono favorevoli alla “condanna di morte” per chi ha un handicap causato da malattie o incidenti, ma nello stesso sono contrari alla “condanna capitale” per chi ha torturato e ucciso milioni di persone come ha in effetti fatto Saddam Hussein nel suo paese?"
"Coraggio di vivere e di far vivere"
PER LA GARANZIA DI UNA PRESA IN CARICO GLOBALE:
DI TRATTAMENTO, CURA E SOSTEGNO E CONTRO L’ABBANDONO, L’ACCANIMENTO E L’EUTANASIA NEL NOSTRO PAESE
I promotori e coloro che aderiscono a questo manifesto ritengono che sia importante garantire una società che non abbia paura del dolore poiché usa la scienza, le leggi e le competenze per combatterlo. Ciò che era considerato incurabile e inguaribile cento anni fa oggi è spesso curabile e guaribile, e l’oscurantismo e la paura non appartengono a chi ha fiducia nell’uomo, nella sua capacità e nel suo coraggio.



Da S.I.R. -
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