Lo "sviluppo 'compensato'"sulle aree dismesse
Tutti si lavano la bocca parlando di "Sviluppo sostenibile" che, nella realtà, significa permesso di creare attività di qualsiasi genere con una "compensazione ambientale" di tipo naturale o finanziaria, o mista. Forse serve una riflessione!
Poichè il nostro paese ha ampie aree industrializzate dismesse ed altre da "riqualificare", sembra naturale riutilizzarle a scopo produttivo. Ciò non è mai ambientalemnte neutro; perciò si offrono "compensazioni" di varia natura. Resta da accertare se sono i proprietari delle aree in questione a pagarle, oppure se siamo noi a "compensarli" per averci dato delle opportunità di "sviluppo".
Che sviluppo hanno creato in 100 anni di industrializzazione locale se oggi non siamo in grado di proporre in "autonomia" adeguati posti di lavoro, residenze dignitose, servizi alla persona adeguati? Noi compenseremo gli stessi operatori che da Sarmato hanno tratto ingenti guadagni permettendo loro di ripetere le stesse operazioni solo perchè ciò serve anche alla provincia che è altrettanto povera e non attua la necessaria "EQUITA'", danneggiand dipendenti, pensionati, le famiglie e l'imprenditoria locale?
Fotovoltaico e biomasse a Sarmato?

Certo fare l'agricoltore di questi tempi non è cosa facile, specie in Italia. Ma è conveniente usare terreni agricoli, o comunque "produttivi" per creare impianti di produzione di energia elettrica alternativi?
Per avere qualche esempio si guardi alle ultime realizzazioni di fotovoltaico a Montalto di Castro, da ENEL e da Sun Ray, che hanno attrezzato ca. 90ha. di terreni improduttivi a pannelli solari per ca 30 MW. Ciò che è concepibile per un'area pressochè desertica lo sarebbe anche per il nostro paese? E dovesarebbero possibili cozini simili? La convenienza economica per ENEL o per un finanziere puro, sarebbero le stesse di un agricoltore?
Qualcuno ha idea degli effetti collaterali per le persone e per lo stesso ambiente? Mettere pannelli sul tetto di casa, infatti, non è la stwssa cosa che creare un "campo" di pannelli solari!
Una strana "puzza" in giro
Una strana puzza continua ad aggirarsi per Sarmato. Molti cercano di afferrarla ma non vi riescono. Non se ne capisce bene la natura; porcillaia o compostaggio?
Ma, ancora più strano è un fatto nuovo: prima delle elezioni la sentivano quelli di destra; dopo la sentono quelli di sinistra. Come mai?
Un tizio mi ha dato la spiegazione seguente: prima la puzza si sentiva aprendo le finestre ad est, ora la si sente aprendo quelle a sud-ovest!
Peccato che non si possa fotografare!
Nasi elettronici al compostaggio?

A Terranova ci provano. Prepariamoci anche noi, viste le premesse annunciate (Vedi Libertà). Nessuno studioso comunque, fino ad ora, ha avuto la presunzione di annullare il lavoro dei cani, anche perché i sensori artificiali non sono ancora così sofisticati. Anzi l'olfatto del cane è il modello principe nell'elaborazione dei nasi artificiali, l'ultimo, americano, si chiama non a caso "Fido". Intanto proseguono a pieno ritmo i lavori per il nuovo compostaggio, vedi articolo su Libertà.
Sondaggio: quanti camion di terra al semaforo?

Quanti camions di trasporto terra passano ogni ora per l'incrocio di via Bettola diretti/provenienti da o per Borgonovo? Meno di 30? Da 30 a 60? O più di 60? Già la cava Buglione genera un'abbondante quantità di polvere, come quella della Casella, che spargendosi sulla strada e trascinata dai camions crea su Sarmato un "alone" poco fine di polveri. Ma perchè a questo si devono aggiungere i fumi e le polveri dei camions diretti alla fornace? Perchè devono passare per Sarmato? Ci lamentiamo del clima, ma se vi si aggiungono gli effetti, aumentati dalla "desertificazone", di attività che non sono sul nostro territorio allora qualcuno deve pure tutelare la nostra salute. Siamo ciechi, sordi e privi di olfatto o, forse, sono dei "nostri" e non bisogna criticarli?
Una città giardino per l'ex zuccherificio?
Così titola una "Opinione" dell'avv. to Emilio A. Macchi Alfieri su Libertà del 30 luglio u.s. . Il succo del discorso sembra essere che la "Proposta di riqualificazione dell'area ex Eridania", benchè in vari punti richiami l'obbligo della "salvaguardia o valorizzazione paesaggistico - ambientale", in realtà poi, in altri articoli, si contraddice e rende inapplicabile questo indirizzo di rispetto. E ciò sia con "vincoli negativi", come l'esclusione di "aree ad uso residenziale", sia con l'indirizzo generale di "polo produttivo, con funzioni miste integrate" mitigate solo in astratto dalla possibilità di "usi ricreativi, connesse con lo sport, lo spettacolo ed il tempo libero". Cioè tutto ed il suo contrario ad esclusione, comunque di un uso residenziale che è il solo tassativamente escluso.
La riflessione dell'opinionista è estremamente accurata e giunge ad un'amara conclusione: la "Proposta" non è che l'estensione burocratica di un progetto preciso conosciuto da pochi in barba ad ogni forma di partecipazione. Inoltre non vi è alcun cenno al rispetto del valore del paesaggio come avviene in ogni parte d'Europa, dove le aree urbane e residenziali sono ben distinte da quelle produttive, opportunamente schermate ed isolate ma ben servite funzionalmente e con costi minimi per la pubblica ammnistrazione. Da noi una pluralità di aree disomogenee configura un paesaggio di pessimo gusto, funzionalmente inefficace e costoso per la P.A..
Perchè non discutere la sua proposta di fare di quest'area una nuova "Città giardino" sul modello di una "Milano 3" piacentina, per intenderci? Parola di Emilio A. Macchi Alfieri.
Discarica abusiva ed isola ecologica

Alla fine di giugno nei canali di scolo tra la discarica Coste e le vasche ex Eridania, c'erano due lotti di materiali domestici (letti, armadi, lavatrice, frigo, ecc.) in bella vista. Un cittadino avvertiva il Tecnico Comunale del fatto e sollecitamente il materiale veniva asportato.
Stupisce che qualcuno sia stato tanto "stupido" da lasciare tali materiali che potevano essere agevolmente portati all'isola ecologica poco distante? Evidentemente non c'è più da stupirsi di nulla, visto che la madre degli ibecilli è sempre incinta.
Corre l'obbligo, però, di osservare che tale sito dovrebbe essere costantemente monitorato da varie agenzie pubbliche per motivi di sicurezza e prevenzione rischi. Come mai nessuno si è accorto del fatto e non ha avvisato chi di dovere? Occorrerà sorvegliare anche i "sorveglianti"?
E questa sarebbe la "ricevuta" rilasciata dal gestore dell'isola ecologica per la merce depositata (fatta dall'utente tra l'altro!)? Non si potrebbe mettere un regolare blocchetto timbrato dal gestore?
Il futuro dell'ambiente si gioca anche su piccole cose
In attesa dei prossimi summit sul clima e di ancora nuovi record, cosa possiamo fare in concreto per migliorare l'ambiente e nutrire buone speranze per le generazioni future? Poiché facciamo parte dei "Paesi ricchi", sicuramente possiamo evitare gli sprechi e anche produrre elettricità per tutti. Un controllo dell'efficienza dei nostri impianti di riscaldamento e di climatizzazione, nelle case come negli edifici pubblici, il ricorso ai pannelli solari, la volontà espressa di essere liberi di produrre più energia di quella che consumiamo per metterla in rete ed esserne compensati (come avviene in Germania ma non in Italia), la scelta di automobili il più possibile piccole e parsimoniose nei consumi: tutto questo è quantitativamente significativo, e qualitativamente di grande valore.
Da Avvenire del 14 giugno 2007 - Guido Caroselli
Già, penso io; ma tra gli sprechi da evitare non ci saranno anche quelli di tanti servizi pubblici che sono talmente cari da risultare impraticabili ai cittadini? Come, ad es., i trasporti pubblici. Non sarebbe utile cercare maggiori "efficienze" anche in altri servizi, come quelli relativi all'acqua, allo smaltimento rifiuti o all'energia? O sono solo occasioni da lauti guadagni per i municipi che compensano le proprie inefficenze interne ed un costo esorbitante delle loro strutture?
Forse è più importante "andare in borsa" o fornire adeguati servizi ai cittadini a "costi competitivi"? Già, ma la "competizione" dov'è se, infine, l'appalto deve essere aggiudicato alle "aziende di casa"?
"Compostaggio nuovo"! e "Cantiniere"
Scade il ventennale del compostaggio di Sarmato. Dobbiamo festeggiare?
Nato per risolvere alcuni problemi dello Zuccherificio come lo scolo e lo stoccaggio delle erbe, poi utilizzato per il trattamento di rifiuti vegetali, infine dei rifiuti domestici e di fanghi civili ed industriali. Tutto a beneficio unicamente della Provincia di Piacenza e dei fornitori di ogni parte d'Italia.
Ma era sempre un'attività soprattutto al servizio dello Zuccherificio. Finchè nel 2002 con la sua chiusura l'arcano mistero non viene smascherato e l'impianto continua a funzionare con proproghe biennali fino ai giorni nostri.
Provincia, Comune e gestore dell'impianto si palleggiano responsabilità persino di cose dalla evidenza palmare come i "cattivi odori" che il sindaco "non sente" o che attribuisce a non meglio identificate fonti. "Cantiniere" e "giudici di piazza" provvedono a disorientare l'opinione pubblica con ignobili denigrazioni e calunnie che la politica, tutta la politica, usa per rimuovere il problema che si trascina tuttora. Il vero problema è qui e rimuoverlo non serve che a rendere più triste e doloroso il processo della verità. A proposito: c'era un'indagine in corso, è stato trovato il "cantiniere"? Non abbiamo il diritto di saperlo? Leggi qui
Bonifiche: "Ciminiere si e vasche no?"
Quanto è costato lo smantellamento dei camini della Casella e della centrale di Piacenza?
Perchè i camini sono stati smantellati e le vasche ex Eridania non possono essere bonificate per i costi elevati?
Non sarà, per caso, che gli "ex comunisti" sono diventati amici dei "padroni"? Secondo il vecchio proverbio: “La Gariverta fa la scorta al Duomo?"



Ultimi commenti